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    Gli italiani hanno scritto insieme agli amici dominicani pagine fondamentali della storia della Repubblica Dominicana e in alcuni casi della storia mondiale. Inoltre gli italiani sono stati presenti in tutti gli snodi fondamentali dello creazione dello Stato dominicano, dalla Marina e l'indipendenza nazionale alla Chiesa cattolica, dall’educazione all'economia, dalle prime elezioni libere al primo giornale, dell'architettura pensando a monumenti simbolici della Repubblica Dominicana come il Palazzo Nazionale o la Casa di Colombo, la Marina e Altos de Chavon dentro Casa de Campo, a Punta Cana, dall'arte al cinema, dalla musica alla letteratura, dall'agricoltura al commercio. Se a macchia di leopardo tutto questo patrimonio che lega i due Paesi era ben noto, non lo era tuttavia nella sua unitarietà e percepivo l'assenza di una consapevolezza dei ponti creati nel passato dagli italiani che avevano deciso di contribuire allo sviluppo della Repubblica Dominicana fin dalle sue origini. Pur vedendo emergere, in tutti i miei incontri, emozione e rispetto per il contributo italiano in Repubblica Dominicana, ero tuttavia consapevole che l'importante eredità italiana in questo Paese non era compresa - se non in maniera episodica e parziale - nella sua dimensione pregnante né dai domenicani né dagli italiani di antica immigrazione e neppure della collettività arrivata negli ultimi anni. Per creare nuove relazioni e ripercorrere nuovamente i ponti costruiti dagli italiani giunti qui sin dai secoli scorsi è però necessario conoscere e riconoscere questi ponti: per questo ho ritenuto importante dedicarmi all’ideazione di un libro che raccontasse -seriamente - le varie articolazioni dell’influenza degli italiani in Repubblica Dominicana. È stato un piacere conoscere tanti studiosi, lavorare con università e istituzioni culturali, ma anche riscontrare come personalità istituzionali come il Presidente del Tribunale Costituzionale Milton Ray Guevara, l’Arcivescovo di Santo Domingo Monsignor Francisco Ozoria Acosta, il Ministro degli Esteri Roberto Alvarez, il Ministro dell'Industria, Commercio e Micro, Piccola e Media Impresa, Ito Bisono oppure il Presidente della Camera di Commercio Dominico- Italiana, Celso Marranzini, abbiano sentito di partecipare a questo lavoro apportando la loro autorevole testimonianza. A coronamento di quanto sopra poi è l’alta voce del Presidente della Repubblica Dominicana Luis Abinader, che nella sua insigne prefazione al libro mostra come il messaggio di rafforzare le relazioni con l'Italia e riscoprire le radici della collaborazione passata per creare nuove opportunità future sia anche il principio guida del nuovo governo come anche mostrato dall’eminente partecipazione - come oratore e ospite d’onore - del Ministro degli Affari esteri Roberto Alvarez il 22 settembre 2020 alla Camera di Commercio Dominico-Italiana dove si è tenuto il primo discorso di un ministro dominicano a un evento internazionale a Santo Domingo. Ciò che è stato appena scritto rappresenta il contesto nel quale è importante vedere il lavoro iconografico e soprattutto le nuove fotografie di Andrea Vierucci che ha presentato immagini dei luoghi di origine di figure iconiche di italiani in Repubblica Dominicana inserendole in un importante progetto di diplomazia pubblica sull'eredità italiana nella Repubblica Dominicana di cui qui presentiamo due parti importanti: il video e la mostra virtuale realizzate dall’arch. Andrea Crudeli e lo studio Dedalo Building Lab in collaborazione con Andrea Vierucci. La celebrazione del patrimonio culturale italiano nella Repubblica Dominicana è stata infatti al centro, alla fine di un anno particolare come il 2020, di uno sfaccettato progetto di diplomazia pubblica ispirato al 200° anniversario della nascita di Juan Bautista Cambiaso, cittadino di uno Stato italiano e console della Repubblica di Genova, fondatore della Marina dominicana, primo ammiraglio della repubblica ed eroe dell'indipendenza dominicana. L’iniziativa è consistita non solo nella pubblicazione di un libro - pubblicato in italiano e spagnolo da Umberto Allemandi e in inglese da San Joseph University Press contenente 46 saggi accompagnati da un ricco apparato iconografico. Le storie iconiche del libro sono state quindi rese vive tramite una serie di iniziative avviate parallelamente alla presentazione del libro. Queste storie sono state diffuse anche in un'edizione digitale professionale, oltre che con un album a fumetti (graphic novel) per i bambini di quinta elementare distribuito nelle scuole della Repubblica Dominicana, oltre che sui canali digitali e su mezza pagina sull’edizione stampata del più diffuso quotidiano dominicano, Diario Libre. L'album e’ stato realizzato da scenografi, sceneggiatori e fumettisti professionisti con l'obiettivo di entrare nell’immaginario collettivo inquadrando in un'unica cornice storie fondamentali per la Repubblica Dominicana, attraverso episodi e protagonisti che simboleggiano i rapporti storico-culturali tra l'Italia e la Repubblica Dominicana. Un'altra dimensione importante di questa iniziativa di diplomazia pubblica è consistita in un video su un viaggio in Italia realizzato dal fotografo Andrea Vierucci che ha presentato i luoghi di provenienza di una selezione dei personaggi storici descritti nel libro e poi nell’album a fumetti realizzando altresì una mostra fotografica reale ed una virtuale di fotografie che hanno messo insieme luoghi di origine italiani e luoghi e ritratti degli stessi personaggi in Repubblica Dominicana riscoperti nella loro unione grazie alle storie studiate dagli autori e presentate nel libro e poi nel video e nella mostra virtuale che state vedendo oggi. Libro, fumetti, video e mostra virtuale mi auguro, porteranno a un nuovo livello le relazioni tra l'Italia e la Repubblica Dominicana. Sono convinto che la valorizzazione del patrimonio culturale italiano in questo Paese, mettendo al centro le storie esemplari di italiani famosi che hanno cambiato la storia della Repubblica Dominicana, sia importante anche perché è un motivo di orgoglio per la nostra comunità sia per quella di vecchia emigrazione che per quella più recente. Entrambe possono identificarsi nel forte contributo italiano alla crescita del Paese e creare relazioni più salde tra loro oltre che tra Italia e Repubblica Dominicana. Sono convinto che l’insieme di contributi, immagini e testi, di voci così diverse, dall’Accademia alle istituzioni, dal mondo religioso a quello culturale, politico ed economico, costituiscano una sinfonia dell’italianità in Repubblica Dominicana e permettano di comprendere l’essenza di questa eredità culturale italiana qui nel Paese. Allo stesso modo sono persuaso che tramite le lenti dell’italianità emerga la descrizione di una Repubblica Dominicana come Paese con strutture forgiate dal dialogo secolare con l'immigrazione italiana e come Paese capace di creare opportunità a livello internazionale in quanto inserito in un forte dialogo internazionale sin dalla fondazione. In questo processo per creare relazioni internazionali più forti, partendo dall'Italia, sono certo che la comunità italiana di antica ma anche di recente immigrazione in Repubblica Dominicana possa giocare un ruolo decisivo. Buona visione! Andrea Canepari Ambasciatore d'Italia a Santo Domingo

    Junto a sus amigos dominicanos, los italianos han escrito páginas fundamentales en la historia de República Dominicana y en algunos casos de la historia mundial. Los italianos, además, han estado presentes en todos los desenlaces fundamentales de la creación del estado dominicano, desde la Armada Dominicana y la Independencia Nacional hasta la Iglesia Católica, de la educación a la economía, de las primeras elecciones libres al primer periódico, desde la arquitectura hasta los monumentos simbólicos de la República Dominicana como el Palacio Nacional o la Casa de Colón, la Marina y Altos de Chavón dentro de Casa de Campo a Punta Cana, del arte al cine, de la música a la literatura, de la agricultura al comercio. Si de forma esporádica toda esta herencia que une a los dos Países era bien conocida, sin embargo no lo estaba en su unidad y percibí la ausencia de una conciencia de los puentes creados en el pasado por los italianos que habían decidido contribuir al desarrollo de la República Dominicana desde sus orígenes. Aun viendo emerger, en todos mis encuentros, emoción y respeto por la contribución italiana en la República Dominicana, sin embargo estaba consciente de que la importante herencia italiana en este País no se podía comprender – si no de forma episódica y parcial - en su dimensión relevante ni por los dominicanos ni por los italianos de antigua inmigración y ni siquiera por la comunidad llegada en los últimos años. Para crear nuevas relaciones y volver a recorrer los puentes construidos por los italianos que han venido aquí desde los siglos pasados, sin embargo, es necesario conocer y reconocer estos puentes: por eso creí importante dedicarme a la creación de un libro que pudiera contar – seriamente - las diversas articulaciones de la influencia de los italianos en República Dominicana. Fue un placer conocer a tantos eruditos, trabajar con universidades e instituciones culturales, pero también descubrir como personalidades institucionales como el Presidente de la Corte Constitucional Milton Ray Guevara, el Arzobispo de Santo Domingo Monseñor Francisco Ozoria Acosta, el Canciller Roberto Álvarez, el Ministro de Industria y Comercio Ito Bisono o el Presidente de la Cámara de Comercio Dominico-Italiana, Celso Marranzini, hayan sentido de participar en este trabajo aportando sus importantes testimonios. Para coronar cuanto arriba mencionado, está la alta voz del Presidente de la República Dominicana Luis Abinader, quien en su distinguido prefacio al libro muestra cómo el mensaje de fortalecer las relaciones con Italia y redescubrir las raíces de la colaboración pasada para crear nuevas oportunidades futuras sea también el principio que guía el nuevo gobierno, como también lo demuestra la prestigiosa participación - como orador e invitado de honor - del Ministro de Relaciones Exteriores Roberto Álvarez el 22 de septiembre 2020 frente a la Cámara de Comercio dominicano-italiano donde se dio el primer discurso de un ministro dominicano a un evento internacional en Santo Domingo. Lo que se acaba de escribir representa el contexto en el que es importante ver la obra iconográfica y especialmente las nuevas fotografías de Andrea Vierucci que ha presentado imágenes de los lugares de origen de figuras icónicas de italianos en República Dominicana, insertándolas en un importante proyecto de diplomacia pública sobre el legado italiano en República dominicana del cual aquí presentamos dos partes importantes: el video y la muestra virtual . La celebración del patrimonio cultural italiano en la República Dominicana ha estado de hecho al centro, al final de un año particular como el 2020, de un proyecto multifacético de diplomacia pública inspirado en el bicentenario del nacimiento de Juan Bautista Cambiaso, ciudadano de un Estado italiano y cónsul de la República de Génova, fundador de la Armada Dominicana, Primer Almirante de la República y héroe de la Independencia Dominicana. La iniciativa ha consistido no sólo en la publicación de un libro - publicado en italiano y español por Umberto Allemandi y en inglés por San Joseph University Press - que contiene 46 ensayos acompañados de un rico aparato iconográfico. Las historias icónicas del libro han cobrado vida además a través de una serie de iniciativas lanzadas en paralelo con la presentación del libro. Estas historias se han difundido también en una edición digital profesional, así como en un álbum de historias ilustradas (novela gráfica) para los niños distribuidos en las escuelas de República Dominicana, y también a través de los canales digitales y publicándolas en media página de la edición impresa del periódico dominicano más popular, el Diario libre. El álbum ha sido creado por escenógrafos, guionistas y dibujantes profesionales con el objetivo de entrar en el imaginario colectivo encuadrando en un solo marco historias fundamentales para la República Dominicana, a través de episodios y personajes que simbolizan las relaciones histórico-culturales entre Italia y República Dominicana. Otra dimensión importante de esta iniciativa de diplomacia pública ha consistido en un video sobre un viaje a Italia realizado por el fotógrafo Andrea Vierucci quien ha presentados los lugares de origen de una selección de personajes históricos descritos en el libro y luego en el álbum de historietas, creando también una exposición fotográfica real y una virtual de fotografías que han reunido lugares de origen italiano y lugares y retratos de los mismos personajes en la República Dominicana redescubiertos en el su unión gracias a las historias estudiadas por los autores y presentadas en el libro y luego en el video y exposición virtual que están viendo hoy. Espero que el libro, el álbum de historietas , el video y la muestra virtual lleven las relaciones entre Italia y la República Dominicana a un nuevo nivel. Estoy convencido de que la puesta en valor del patrimonio cultural italiano en este País, centrado en las historias ejemplares de italianos famosos y menos famosos que han cambiado la historia de la República Dominicana, también es importante porque es un motivo de orgullo para nuestra comunidad, tanto para la antigua emigración como para la más reciente. Ambos pueden identificarse con la fuerte contribución de Italia al crecimiento del país y crear relaciones más sólidas entre ellos así como entre Italia y República Dominicana. Estoy convencido de que el conjunto de aportes, imágenes y textos, de voces tan diferentes, desde la Academia a las instituciones, del mundo religioso al cultural, político y económico, constituyen una sinfonía de la italianidad en República Dominicana y nos permitan comprender la esencia de esta herencia cultural italiana aquí en el país. Asimismo, estoy convencido de que a través de los lentes de la italianidad pueda surgir la descripción de una República Dominicana como un País con estructuras forjadas por un diálogo secular con la inmigración italiana y como un País capaz de crear oportunidades a nivel internacional como parte de un fuerte diálogo internacional desde su fundación. En este proceso para crear relaciones internacionales más sólidas, a partir de Italia, estoy seguro de que la comunidad italiana de inmigración antigua pero también reciente a la República Dominicana pueda jugar un papel decisivo. ¡Buena visión! Andrea Canepari Embajador de Italia en Santo Domingo

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    Ritratto ad olio di Giovanni Battista Vicini Canepa nella grande sala riunioni di Casa Vicini. Credito: Giovanni Cavallaro / Casa Vicini Cuadro en óleo de Juan Bautista Vicini Canepa, en el gran salón de reuniones de Casa Vicini. Credito: Giovanni Cavallaro / Casa Vicini

    Casa Vicini è stata per quattro generazioni il centro operativo delle aziende di Giovanni Battista Vicini e delle società associate. Qui si tenevano le riunioni da prima del 1879. La ditta era collegata ai magazzini del porto di Santo Domingo da un tram che arrivava fino a calle El Conde. La vocazione commerciale della zona risale all’inizio della Colonia, trovandosi nei pressi delle Cuatro Calles, all’incrocio con le attuali strade Isabel la Católica e Las Mercedes. Per molto tempo infatti calle Isabel la Católica si è chiamata calle del Comercio. Il mercato della città, i magazzini, le ditte d’import-export e altri stabilimenti si trovavano nelle vicinanze, in virtù della posizione strategica rispetto all’ingresso del porto di Santo Domingo. Col tempo la ditta necessitò di maggior spazio per i magazzini, gli uffici e le operazioni commerciali e allo scopo furono acquistati degli edifici adiacenti. Le case n. 154, 156, 158 e 160 furono riunite in un complesso. L’attuale n. 158 era la casa madre dell’importante gruppo di aziende. Il nucleo originario di Casa Vicini è un’elegante residenza coloniale rimaneggiata nel Settecento e nell’Ottocento, epoca in cui acquisì l’aspetto che presenta tuttora. Nella facciata, il caratteristico ballatoio ripeteva un elemento tipico dell’ultimo terzo dell’Ottocento, conferendo al nucleo di case di calle del Comercio quell’atmosfera tipicamente tropicale e caraibica. Al primo e secondo piano le porte si aprono su balconi caratterizzati dalle ringhiere in ghisa e coperti da eleganti gronde. La casa gode di ampi spazi e su entrambi i livelli una stanza si affaccia sul patio attraverso un portico. Un’elegante scala conduce al secondo piano; qui l’ambiente principale è la grande sala riunioni, dove per decenni sono stati conclusi gli affari. Credito: Giovanni Cavallaro / Casa Vicini / Inicia __________ La Casa Vicini fue el centro de operaciones de las empresas de Juan Bautista Vicini y las compañías asociadas por cuatro generaciones de la familia. En ese espacio se realizaron reuniones desde antes de 1879. La casa tenía conexión con los almacenes del puerto de Santo Domingo, por medio de un tranvía, que llegó a extenderse hasta la calle El Conde. El lugar tuvo un carácter comercial desde los inicios de la Colonia, ya que se encuentra alrededor de las Cuatro Calles, con intersección de las actuales calles Isabel la Católica con calle Las Mercedes. De hecho la calle Isabel la Católica fue por mucho tiempo denominada la calle del Comercio. El mercado de la ciudad, almacenes, empresas importadoras y exportadoras y otros establecimientos tenían su ubicación en las inmediaciones por su posición estratégica respecto a la entrada por el puerto de Santo Domingo. Con el tiempo la casa necesitó más espacio para almacenes, oficinas y operaciones y se fueron comprando viviendas aledañas. Llegaron a establecerse en un conjunto las viviendas No. 154, 156, 158 y 160. La actual número 158 fue la casa matriz original de las importantes empresas. La matriz de la Casa Vicini es una elegante residencia colonial con modificaciones realizadas en el siglo XVIII y XIX, cuando adquirió la fisonomía que todavía conserva. En la fachada, el característico balcón corrido repetía este elemento típico del último tercio de los años 1800, que en el conjunto de casas de la calle del Comercio daba ese ambiente tan tropical y caribeño. El domicilio se abría con puertas en la primera y la segunda planta, a través de balcones cubiertos por elegantes aleros y barandillas de hierro fundido. La casa tiene un amplio espacio entre muros y una sala abierta al patio a través de una arcada en los dos niveles. Una elegante escalera comunica al segundo piso, cuyo espacio principal es el gran salón de reuniones, donde por décadas se concertaron negocios de la firma. Credito: Giovanni Cavallaro / Casa Vicini / Inicia

    José María Bonetti Ernest, capostipite della famiglia Bonetti Burgos (giornale «La Nación», 8 dicembre 1951). Credito: Antonio Guerra José María Bonetti Ernest, progenitor de la familia Bonetti Burgos (periódico LA NACION, de fecha 8 diciembre 1951). Credito: Antonio Guerra

    L’Imperatrice, la signorina Evangelina Bonetti e un gruppo di amici partecipano al sontuoso picnic offerto in suo onore domenica scorsa nella casa di campagna di Don Juan Bautista Vicini Perdomo. Rivista «Letras», n. 22, 1917. Credito: Antonio Guerra La “Emperatriz”, Srta. Evangelina Bonetti y un grupo de amigos asistentes al suntuoso picnic dado en su honor el domingo último, en la quinta de Don Juan Bautista Vicini Perdomo. Revista LETRAS #22 de 1917. Credito: Antonio Guerra

    La famiglia di Angelo Porcella Vicini e di Leonor Cohen de Marchena agli inizi del 1900 (Foto fornita dai discendenti Porcella). Credito: Antonio Guerra Familia de Angelo Porcella Vicini y de Leonor Cohen de Marchena a inicios de 1900 (Foto facilitada por los descendientes Porcella). Credito: Antonio Guerra

    Il dottor Raffaele Ciferri nel suo laboratorio della Stazione Nazionale Agronomica. Moca, provincia di Espaillat, circa 1927. Credito: Archivo General de la Nación El Dr. Rafaelle Ciferri en su laboratorio de la Estación Nacional Agronómica. Moca, provincia Espaillat, circa 1927. Credito: Archivo General de la Nación

    La Scuola Agraria di Moca (1928), dove svolse la sua attività il dottor Raffaele Ciferri. Credito: Edwin Espinal Escuela Agrícola de Moca (1928), donde laboró el Dr. Rafael Ciferri. Credito: Edwin Espinal

    Anselmo Copello, Ambasciatore della Repubblica Dominicana negli Stati Uniti. Credito: Edwin Espinal Anselmo Copello. Embajador de la Republica Dominicana en los Estados Unidos. Credito: Edwin Espinal

    Francesco Rainieri, sua moglie Venencia Marranzini e i loro tre figli, Luis Manuel, Fernando e Frank, durante l'evento all'Ambasciata Italiana in Repubblica Dominicana, nel quale fu insignito della medaglia di "Commendatore dell'Ordine della Stella d'Italia" il 2 Giugno 1972. Francisco Rainieri, su esposa Venencia Marranzini de Rainieri, y sus tres hijos, Luis Manuel, Fernando y Frank, durante el evento en la Embajada de Italia en la Republica Dominicana, en el cual fue condecorado con la medalla de “Commendatore dell'Ordine della Stella d'Italia” el 2 de Junio de 1972.

    Mario Cavagliano y su esposa Dirce Strozzi Mario Cavagliano nació en 1913 en Vercelli, Piamonte, y fue veterano alpino de la Segunda Guerra Mundial. A comienzos de junio de 1961 él y su esposa Dirce, siendo funcionarios consulares de la Embajada de Italia, acogieron en su residencia y salvaron a Antonio Imbert Barreras, uno de los protagonistas del final del régimen de Trujillo. Los esposos Cavagliano no conocían a Imbert y al darle refugio pusieron en riesgo no sólo su seguridad, sino también la de sus hijos, Gianni y Liliana. Un par de años antes, la familia Cavagliano había refugiado también en su residencia a Guido (Yuyo) D'Alessandro para librarlo de la cárcel y arriesgándolo todo lograron sacarlo del país en un barco turístico italiano de visita en el puerto de la ciudad. En otros momentos difíciles, esa noble familia italiana, que había combatido el fascismo en su país, abrió las puertas de su casa para proteger de la persecución política de aquellas épocas a otros dos grandes luchadores de la libertad dominicana: Manolo Tavárez y José Francisco Peña Gómez. Mario murió en 2003 y Dirce en 2008; sus descendientes son ciudadanos dominicanos. _______________ Mario Cavagliano e sua moglie Dirce Strozzi Mario Cavagliano nacque nel 1913 a Vercelli e fu un alpino veterano della Seconda Guerra mondiale. All'inizio del giugno 1961 lui e la moglie Dirce, entrambi funzionari consolari dell'Ambasciata d'Italia, accolsero nella loro residenza, salvandogli la vita, ad Antonio Imbert Barreras, uno dei protagonisti della fine del regime di Trujillo. I coniugi Cavagliano neanche conoscevano Imbert e nascondendolo nella loro residenza misero a rischio non solo la loro incolumità, ma anche quella dei loro figli, Gianni e Liliana. Un paio di anni prima la famiglia Cavagliano nascose nella sua residenza anche Guido (Yuyo) D'Alessandro per evitargli il carcere e, rischiandolo tutto, riuscì a farlo uscire dal paese su un battello turistico italiano in visita al porto della città. Durante altri momenti difficili questa nobile famiglia italiana, che aveva combattuto il fascismo nel suo paese, aprì le porte della sua casa per proteggere dalla persecuzione politica di quei tempi altri due grandi combattenti per la libertà dominicana: Manolo Tavárez e José Francisco Peña Gomez. Mario morì nel 2003 e Dirce nel 2008; i loro discendenti sono cittadini dominicani.